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| Toynbee "Aldobrandeschi" |
Benvenuto says they were so powerful in Tuscany at one time that they used to boast that they had as many strongholds as there are days in the year; he adds that they were nearly extinct in his day:
. . . in maritima civitatis Senarum fuerunt olim comites nobilissimi de Sancta Flore castello, adeo potentes in Tuscia, quod solebant gloriari quod poterant omni die anni mutare locum et stare in loco tuto, tot castella fortia habebant; sed habuerunt diu bellum cum dicta civitate, per quod jam tempore nostri poetae erant in magna ruina, et hodie sunt quasi omnino exterminati.
The Ottimo Commento says of them:
Li conti da Santa Fiore ebbono, ed hanno, ed aranno quasi sempre guerra con li Sanesi; e la cagione è, perchè li Conti vogliono mantenere loro giurisdizione, e li Sanesi la vogliono sciampiare: come in generale delle comunanze italiche.
D. mentions Santafiora, whence the counts took their title,
Casini
(
La famiglia feudale degli Aldobrandeschi, che ebbe signorìa su
quei
territori che costituiscono all'incirca la moderna provincia di
Grosseto aveva raggiunto il colmo della sua potenza col conte
palatino Ildebrando morto nel 1208, il quale lasciò i suoi
domini ai figliuoli Ildebrandino maggiore, Bonifazio, Ildebrandino
minore e Guglielmo. Questo Gugliellno fu certo uno dei più potenti
e procaccianti signori del tempo suo in Toscana: nel 1221,
insieme
coi fratelli, sottomise i suoi castelli al comune di Siena
obbligandosi a pagare il censo, e nel 1224 si obbligò allo stesso
comune di ritrarsi a vivere a Grosseto, ma presto si mise in
guerra
con quella repubblica, e pare infelicemente, se nel 1227 fu per
sei mesi in prigione a Siena: ma appena liberato, continuò la
guerra, aiutato sottomano dalla Chiesa romana, sino al 1237, in
cui
strinse società coi senesi: nel 1250 era al bando dell'impero
insieme col figlio Ildebrandino [il Rosso], non sappiamo bene per
quale ragione: tra il 1253 e il 1256 morì, lasciando i suoi
diritti feudali ai figliuoli Ildebrandino e Omberto; il primo dei
quali, rimasto presto il solo erede, fece poi nel 1274 con i suoi
consorti la divisione dei domini nelle due contee di Soana e di
Santafiora. Omberto nominato una sola volta in un documento del
1256 ebbe la signorìa del castello di Campagnatico, donde scendeva
a depredare i viandanti e danneggiare i senesi; tanto che nel 1259
il comune di Siena mandò a lui alcuni sicari che lo affogarono nel
suo letto. . . .II nome di Guglielmo Aldobrandeschi doveva suonare
ancora famoso ai tempi di Dante, almeno in Toscana e tra i
ghibellini, se non altro perchè ei fu l'autore di quel ramo della
sua casa che prese il titolo dalla contea di Soana. . . .La famiglia
Aldobrandeschi era antichissima tra le case feudali toscane, e il
primo di essa di cui ci avanzi memoria fu Alperto, vissuto alla
fine dell'ottavo secolo: e antichi appariscono i titoli nobiliari
della famiglia, poichè un Ildebrando era messo imperiale al
principio del secolo nono, e un altro Ildebrando era già assai
potente signore alla fine di quel secolo e accolse nella sua
contea
di Roselle l'imperatore Guido. . . .Gli Aldobrandeschi nel 1300
erano
ormai divisi nelle due famiglie di Soana e di Santafiora, alle
quali appunto era riuscita funesta la superbia: chè il ramo dl
Soana finì con Margherita, nipote di Omberto e figlia
d'Ildebrandino, la quale per desiderio di alte nozze sposò
Guido di Montfort (
[See G. Ciacci, Gli Aldobrandeschi nella storia e
nella 'Divina Commedia' (Roma, 1935).]