![]() | ![]() |
| Toynbee "Nino_2" |
As D. and Virgil, in company with Sordello, descend among the
spirits in the valley of flowers, D. notices one of the spirits
looking at him fixedly, as though trying to recognize him
(
Nino (i.e. Ugolino) de' Visconti of Pisa was born c. 1265, the son
of Giovanni Visconti; his mother was a daughter of Count Ugolino
della Gherardesca. In 1285, Nino was called to share with the
count, his grandfather, the office of podestà and
capitano del popolo, to which Ugolino had been appointed
by the city of Pisa for a period of ten years, in a government
then dominantly Guelph [Ugolino, Conte].
Extremely ambitious politically, Nino appears to have aspired to
the dominant role in the Guelph party that his father, now dead,
had maintained. Friction and strife ensued in the duumvirate and
led to open armed clashes between the two factions of grandfather
and grandson, until both were persuaded to resign; but, in March
1287/8, taking advantage of a tumult deliberately brought about by
the count, the two again seized power and occupied the palazzo,
after which move came the count's betrayal of Nino and Archbishop
Ruggieri's betrayal of the count
[Ruggieri, arcivescovo]. In July 1288, Nino fled to
Guelph Florence and joined the Guelph league in warring against
Pisa (which had now returned to its traditional Ghibellinism); he
became, in 1293, captain general of the league. He later went to
Genoa, which did him the honour of making him a citizen, and from
there he went to his lands in Sardinia, where, in league with
Genoa, he continued to plot against Pisa. It was during this time,
apparently, that he inflicted summary punishment on his deputy,
Frate Gomita, for his misdeeds during Nino's absence
[Gomita, frate]. He died early in 1296. His heart, in
accordance with his wishes, was removed to Lucca and entombed in
the church of San Francesco.
It should be noted that, after Nino's escape to Florence in 1288
and during his sojourn in the city, there was ample occasion for
D. to have made the personal acquaintance with him that is
witnessed in the encounter in
Purg. viii. 52 ff.
[See I. Del Lungo, DtD, pp. 277 ff.; and U. Dorini 'Il
tradimento del Conte Ugolino alla luce di un documento inedito',
SD, xii (1927), 31-64.]
Villani gives the following account:
Negli anni di Cristo 1288, del mese di Luglio, essendo creata in
Pisa grande divisione e sette per cagione della signoria, che
dell'una era capo il giudice Nino di Gallura de' Visconti con
certi guelfi, e l'altro era il conte Ugolino de' Gherardeschi
coll'altra parte de' guelfi, e l'altro era l'arcivescovo Ruggeri
degli Ubaldini co' Lanfranchi, e Gualandi, e Sismondi, con altre
case ghibeline: il detto conte Ugolino per esser signore s'accostò
coll'arcivescovo e sua parte, e tradì il giudice Nino, non
guardando che fosse suo nipote figliuolo della figliuola, e
ordinarono che fosse cacciato di Pisa co' suoi seguaci, o preso in
persona. Giudice Nino sentendo ciò, e non veggendosi forte al
riparo, si partì della terra, e andossene a Calci suo castello, e
allegossi co' Fiorentini e Lucchesi per fare guerra a' Pisani. Il
conte Ugolino innanzi che il giudice Nino si partisse, per coprire
meglio suo tradimento, ordintata la cacciata di giudice, se n'andò
fuori di Pisa. . . .Come seppe la partita di giudice Nino, tornò in
Pisa con grande allegrezza, e da' Pisani fu fatto
signore con grande allegrezza e festa. (Villani. vii. 121.)
Buti, who was a Pisan, says of Nino:
Questi fu de' Visconti di Pisa Giudici Nino del iudicato di
Gallura di Sardigna; e fu molto gentile d'animo e di costumi, et
ardito e galliardo; e fu filliuolo o vero nipote, di messer Ubaldo
di Visconti di Pisa, lo quale fu bellissimo e galliardissimo omo
de la sua persona; e fu lo primo che acquistasse in Sardigna. . . .
Questo Giudici Nino ebbe per donna madonna Beatrice marchesotta da
Esti, et ebbe di lei una filliuola che ebbe nome madonna Gioanna,
e fu donna di messere Riccardo da Camino di Trivigi; e morto
Giudici Nino, la ditta sua donna Beatrice si rimaritò a messer Azo
de' Visconti da Melano. E per questa donna ebbeno li Visconti da
Melano le case de le taverne di Pisa et altre possessioni che sono
in quello di Pisa, che funno di Giudici Nino: impero che madonna
Gioanna moritte inanti a madonna Beatrice sua madre sensa filliuoli
unde l'eredità sua venne a la madre la quale ebbe filliuoli di
messere Azo di Melano, e così cadde l'eredità ai Visconti di
Melano.
©Oxford University Press 1968. From A Dictionary of Proper Names and Notable Matters in the Works of Dante by Paget Toynbee
(1968) by permission of Oxford University Press