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| Toynbee "Pièr della Vigna" |
D. places Pier della Vigna, whom he does not name, in Round 2 of
Circle VII of Hell, among the Suicides,
[Inf. xiii. 31-108]
[Suicidi]. As D. and Virgil pass through the wood in
the second division of Circle VII, they hear voices issuing from
among the trees
(
Villani is of the same opinion as D. as to the cause of the fall of Pier della Vigna; he says:
Poi alquanto tempo, lo 'mperadore fece abbacinare (note: This word which is used also by Boccaccio and Benvenuto, means to blind by holding before the eyes of the victim a red-hot metal basin until the sight was destroyed) il savio uomo maestro Piero dalle Vigne, il buono dittatore, opponendogli tradigione, ma ciò gli fu fatto per invidia di suo grande stato, per la qual cosa il detto per dolore si lasciò tosto morire in pregione, e chi disse ch'egli medesimo si tolse la vita. ({Villani. vi. 22}.)
The following account of his career and of the manner of his downfall and death is given by Boccaccio:
. . . è da sapere che costui fu maestro Piero dalle Vigne della città di Capova, uomo di nazione assai umile, ma d'alto sentimento e d'ingegno; e fu ne' suoi tempi reputato maraviglioso dettatore, e ancora stanno molte delle pistole sue, per le quali appare quanto in ciò artificioso fosse; e per questa sua scienza fu assunto in cancelliere dell'imperadore Federigo secondo, appo il quale con la sua astuzia in tanta grazia divenne, che alcun segreto dello 'mperadore celato non gli era, nè quasi alcuna cosa, quantunque ponderosa e grande fosse, senza il suo consiglio si diliberava, per che del tutto assai poteva apparire costui tanto potere dello 'mperadore, che nel suo voler fosse il sì e il no di ciascuna cosa. Per la qual cosa gli era da molti baroni e grandi uomini portata fiera invidia; e stando essi continuamente attenti e solleciti a poter far cosa per la quale di questo suo grande stato il gittassero, avvenne, secondo che alcuni dicono, che avendo Federigo guerra con la Chiesa, essi, con lettere false e con testimoni subornati, diedero a vedere allo 'mperadore questo maestro Piero aver col papa certo occulto trattato contro allo stato dello 'mperadore, e avergli ancora alcun segreto dello 'mperadore rivelato. E fu questa cosa con tanto ordine e con tanta e sì efficace dimostrazione fatta dagl'invidi vedere allo 'mperadore, che esso vi prestò fede, e fece prendere il detto maestro Piero e metterlo in prigione: e non valendogli alcuna scusa, fu alcuna volta nell'animo dello 'mperadore di farlo morire. Poi, o che egli non pienamente credesse quello che contro al detto maestro Piero detto gli era, o altra cagione che 'l movesse, diliberò di non farlo morire, ma fattolo abbacinare il mandò via. Maestro Piero, perduta la grazia del suo signore, e cieco, se ne fece menare a Pisa, credendo quivi men male che in altra parte menare il residuo della sua vita, sì perchè molto li conosceva divoti del suo signore, sì ancora perchè forse molto serviti gli avea, mentre fu nel suo grande stato. Ed essendo in Pisa, o perchè non si trovasse i Pisani amici come credeva, o perchè dispettar si sentisse in parole, avvenne un giorno che egli in tanto furor s'accese, che desiderò di morire; e, domandato un fanciullo il quale il guidava in qual parte di Pisa fosse, gli rispose il fanciullo: -Voi siete per me' la chiesa di san Paolo in riva d'Arno; -Il che poichè udito ebbe, disse al fanciullo: -Dirizzami il viso verso il muro della chiesa: -Il che come il fanciullo fatto ebbe, esso, sospinto da furioso impeto, messosi il capo innanzi a guisa d'un montone, con quel corso che più potè, corse a ferire col capo nel muro della chiesa, e in questo ferì di tanta forza, che la testa gli si spezzò, e sparseglisi il cerebro, uscito del luogo suo; e quivi cadde morto. Per la quale disperazione l' autore, siccome contro a se medesimo violento, il dimostra in questo cerchio esser dannato.
Benvenuto epitomizes the various traditions about him:
Iste ergo fuit Petrus de Vineis, famosus cancellarius Federici II, qui fuit magnus doctor utriusque juris, magnus dictator stili missorii, cursivi, curialis; et habuit naturalem prudentiam magnam, et laboriosam diligentiam in officio; propter quod mirabiliter meruit gratiam imperatoris, adeo quod sciebat omnia eius secreta, et eius consilia firmabat et mutabat pro libito voluntatis; et omnia poterat quae volebat. Sed nimia felicitas provocavit eum in invidiam et odium multorum; nam ceteri quasi curiales et consiliarii videntes exaltationem istius vergere in depressionem ipsorum, coeperunt, conjuratione facta, certatim accusare ipsum fictis criminibus. Unus dicebat, quod ipse erat factus ditior principe: alius quod ascribebat sibi quicquid imperator fecerat prudentia sua; alius dicebat quod ipse revelabat secreta romano pontifici, et sic de aliis. Imperator suspectus et credulus fecit eum exoculari, et bacinari et tradi carceri; in quo ipse non valens ferre tantam indignitatem . . . se ipsum interfecit. Et scribunt aliqui, quod Petrus dmn portaretur cum Federico eunte in Tusciam super una mula ad civitatem Pisarum, depositus apud castellum sancti Miniati percussit caput ad murum, et mortuus est ibi. Alii tamen dicunt, quod Petrus stans in palatio suo, quod habebat valde altum in Capua patria sua, praecipitavit se de alta fenestra dum imperator transiret per viam. Sed quidquid dicatur, credo, ut iam dixi, quod se interfecerit in carcere.
[See F. Baethgen, 'Dante und Petrus de Vinea', Sitzungsber. philosoph.-hist. Klasse Bayerischen Akad. Wissenschaft. iii (1955), 3-49.]
The idea of the spirits concealed in the trees, which shed blood
and cry out when their branches are torn, was of course borrowed
by D. from Virgil
({Aen. iii. 23} ff.).