Toynbee "Colonnesi"
the Colonna family of Rome, one of the great and powerful families dominating the Roman Campagna in cent. xiii, along with the Orsini, Annibaldi, Frangipani, and Caetani; their possessions were extensive. The name is said to be derived from the Column of Flagellation, which was brought from Jerusalem in the Sixth Crusade (1223).

Their war with Boniface VIII, who proclaimed a crusade against them, is alluded to by Guido da Montefeltro (in Bolgia 8 of Circle VIII of Hell), [Inf. xxvii. 85-87], [Inf. xxvii. 96-111] [Laterano: Penestrino]; the Colonna cardinals Jacopo and Pietro, are referred to by D. in his letter to the Italian cardinals as the colleagues of Napoleone Orsini, Ussi college, Epist. xi. 24 [Colonna, Iacopo: Orsini, Napoleone].

Cardinal Giovanni Colonna (d. 1244), uncle to Cardinal Iacopo, deserted to the imperial side in the struggle of the papacy with Emperor Frederick II, afterward, the family was believed tainted with Ghibellinism. Giovanni Colonna, brother of Iacopo and father of Pietro and Sciarra, was made sole senator of Rome in 1290 (d. 1292).

The feud between the Colonnesi and Boniface, which existed throughout his reign, came to a head, on May 3, 1297, when Sciarra Colonna (or perhaps Stefano, the brother of Pietro and Sciarra) robbed part of the papal treasure. The pope in consequence deprived his uncle and his brother, Jacopo and Pietro, of their rank as cardinals, excommunicated them and the rest of their house, and razed to the ground their palaces in Rome. The Colonnesi thereupon left Rome and openly defied Boniface from their strongholds of Palestrina and Nepi. The latter was captured, but Palestrina held out, and was surrendered only on promise of a complete amnesty. No sooner, however, did the pope get the fortress into his hands than he had it completely destroyed; and the Colonnesi, who had received absolution on their submission, furious at this piece of treachery, again defied the pope, and were again excommunicated. During the remainder of Boniface's reign they remained in exile. They had their revenge when Sciarra Colonna, as agent of Philip the Fair, captured Boniface at Anagni (Sept. 7, 1303). The Colonna cardinals were eventually reinstated in their dignities by Clement V at the bidding of Philip the Fair. Sciarra Colonna died in 1329. [Alagna: Clemente_2.] [See T. S. R. Boase, Boniface VIII (London, 1933), pp. 159-185, 384.]

Villani's account of the struggle between Boniface and the Colonnesi closely resembles that of D. in several details:

Negli anni di Cristo 1297, a dì 13 del mese di Maggio, tenendosi papa Bonifazio molto gravato da' signori Colonnesi di Roma, perchè in più cose l'aveano contastato per isdegno di loro maggioranza, ma più si tenea il papa gravato, perchè messer Iacopo e messer Piero della Colonna cardinali gli erano stati contradi alla sua lezione, mai non si pensò se non di mettergli al niente. E in questo avvenne, che Sciarra della Colonna loro nipote, vegnendo al mutare della corte di Alagna alle some degli arnesi e tesoro della Chiesa, le rubò e prese, e menolle in sua terra. Per la qual cagione aggiugnendovi la mala volontade conceputa per addietro, il detto papa contro a loro fece processo in questo modo; ch'e' detti messer Iacopo e messer Piero della Colonna diaconi cardinali, del cardinalato e di molti altri beneficii ch'aveano dalla Chiesa, gli dispuose e privò; e per simile modo condannò e privò tutti quegli della casa de' Colonnesi, cherici e laici, d'ogni beneficio ecclesiastico e secolare, e scomunicolli che mai non potessono avere beneficio; e fece disfare le case e' palazzi loro di Roma, onde parve molto male a' loro amici romani; ma non poterono contradire per la forza del papa e degli Orsini loro contrari; per la qual cosa si rubellarono al tutto dal papa e cominciarono guerra, perocch'eglino erano molto possenti, e aveano gran se.guito in Roma , e era loro la for.te città di Pilestrino, e quella di Nepi, e la Colonna, e più altre castella. Per la qual cosa il papa diede la indulgenza di colpa e pene chi prendesse la croce contro a loro, e fece fare oste sopra la città di Nepi; . . . e tanto stette l'oste all'assedio, che la città s'arrendè al papa a patti, ma molta gente vi morì e ammalò per corruzione d'aria ch'ebbe nella detta oste. . . .

Negli anni di Cristo 1298 del mese di Settembre, essendo trattato d'accordo da papa Bonifazio a' Colonnesi, i detti Colonnesi cherici e laici vennero a Rieti ov'era la corte, e gittarsi a piè del detto papa alla misericordia, il quale perdonò loro, e assolvettegli della scomunicazione, e volle gli rendessono la città di Pilestrino, e così feciono, promettendo loro di ristituirgli in loro stato e dignità, la qual cosa non attenne loro, ma fece disfare la detta città di Pilestrino del poggio e fortezze ov'era, e fecene rifare una terra al piano, alla quale puose nome Civita Papale; e tutto questo trattato falso e frodolente fece il papa per consiglio del conte da Montefeltro, allora frate minore, ove gli disse la mala parola: lunga promessa coll'attender corto. I detti Colonnesi trovandosi ingannati di ciò ch'era loro promesso, e disfatta sotto il detto inganno la nobile fortezza di Pilestrino, innanzi che compiesse l'anno si rubellarono dal papa e dalla Chiesa, e 'l papa gli scomunicò da capo con aspri processi; e per tema di non essere presi o morti, per la persecuzione del detto papa, si partirono di terra di Roma, e isparsonsi chi di loro in Cicilia, e chi in Francia, e in altre parti, nascondendosi di luogo in luogo per non essere conosciuti, e di non dare di loro posta ferma, spezialnlente messer Iacopo e messer Piero ch'erano stati cardinali; e così stettono in esilio mentre vivette il detto papa. ({Villani. viii. 21, 23}.)


©Oxford University Press 1968. From A Dictionary of Proper Names and Notable Matters in the Works of Dante by Paget Toynbee (1968) by permission of Oxford University Press