![]() | ![]() |
| Toynbee "Cerchi" |
Nel sesto di porte san Piero furono de' nobili guelfi gli Adimari, i Visdomini, i Donati, i Pazzi . . . e già i Cerchi cominciavano a salire in istato, tutto fossono mercatanti. (Villani, v. 39.)
Erano di grande affare, e possenti, e di grandi parentadi, e ricchissimi mercatanti, che la loro compagnia era delle maggiori del mondo; uomini erano morbidi e innocenti, salvatichi e ingrati, siccome genti venuti di piccolo tempo in grande stato e podere. (Villani, viii. 39.)
The Cerchi are mentioned by Cacciaguida (in the Heaven of Mars), who laments the extension of the city of Florence, which brought them from their original home at Acone within its walls, [Par. xvi. 65] [Acone_1]; he alludes to their residence in the Porta san Piero, where the Ravignani, the ancestors of the Conti Guidi (whose palace the Cerchi bought in 1280), dwelt in his time, and speaks of them as nova fellonia di tanto peso / che tosto fia iattura de la barca, in reference to their upstart origin, and to the ruin which the Bianchi and Neri feuds were destined to bring upon the city ([Par. xvi. 94-98]) [Guidi, Conti: Ravignani].
In reference to the Cerchi as leaders of the Bianchi, the latter are called by Ciacco (in Circle III of Hell) la parte selvaggia, i.e. the rustic (the Cerchi having only recently come into the city from the country), and hence boorish party (just as Villani, viii. 39, calls them salvatichi, and speaks of their bizzarra salvatichezza), [Inf. vi. 65] [Bianchi].
After their purchase of the palace of the Conti Guidi (Villani, iv. 11) the Cerchi became the near neighbours of the more ancient but less wealthy Donati, and in consequence great jealousy, ending in a deadly feud, arose between the two houses which led to constant breaches of the peace in Florence. The degree of jealousy and suspicion with which they regarded each other may be gathered from the following incident, related by Dino Compagni:
Intervenne, che una famiglia che si chiamavano i Cerchi (uomini di
basso stato, ma buoni mercatanti e gran ricchi, e vestiano bene, e
teneano molti famigli e cavagli, e aveano bella apparenza), alcuni
di loro comprorono il palagio de' conti
[Guidi], che era presso
alle case de' Pazzi e de' Donati, i quali erono più antichi di
sangue, ma non sì ricchi: onde, veggendo i Cerchi salire in altezza
(avendo murato e cresciuto il palazzo, e tenendo gran vita),
cominciorono avere i Donati grande odio contro a loro. . . .Di che si
generò molto scandalo e pericolo per la città e per speziali
persone. . . .Essendo molti cittadini uno giorno, per seppellire una
donna morta, alla piazza de' Frescobaldi, essendo l'uso della terra
a simili raunate i cittadini sedere basso in su stuoie di giunchi,
e i cavalieri e dottori su alto in sulle panche, essendo a sedere,
i Donati e i Cerchi, in terra (quelli che non erano cavalieri),
l'una parte al dirempetto all'altra, uno, o per racconciarsi i
panni o per altra cagione, si levò ritto. Gli avversari anche, per
sospetto, si levorno, e missino mano alle spade; gli altri feciono
il simile: e vennono alla zuffa: gli altri uomini che v'erano
insieme, li tramezzorono, e non gli lasciorno azzuffare. . . .Non si
potè tanto amortare, che alle case de' Cerchi non andasse molta
gente; la quale volentieri sarebbe ita a ritrovare i Donati, se
none che alcuni de' Cerchi non lo consentì. (Compagni, i. 20.)
[See I. Del Lungo, DtD, pp. 39-54.]