Convivio (III, xi, 1-18)

(1) Sì come l'ordine vuole ancora dal principio ritornando, dico che questa donna è quella donna dello 'ntelletto che Filosofia si chiama. Ma però che naturalmente le lode danno desiderio di conoscere la persona laudata; e conoscere la cosa sia sapere quello che ella è, in sé considerata e per tutte le sue cause, sì come dice lo Filosofo nel principio della Fisica; e ciò non dimostri lo nome, avegna che ciò significhi, sì come si dice nel quarto della Metafisica (dove si dice che la diffinizione è quella ragione che 'l nome significa), convienesi qui, prima che più oltre si proceda per le sue laude mostrare, dire che è questo che si chiama Filosofia, cioè quello che questo nome significa. (1) Returning again to the beginning, as the order requires, I say that this lady is that lady of the intellect who is called Philosophy. But since praise naturally instills one with a desire to know the person praised, and since to know a thing means to understand what it is, considered in itself and with respect to all of its causes, as the Philosopher says at the beginning of the Physics, and since this is not made explicit by the name, although this is what it signifies, as is stated in the fourth book of the Metaphysics, where it is said that a definition is that conception which a name signifies, it is necessary at this point, before proceeding with further demonstrations of her praises, to say what this thing is which is called philosophy--that is to say, what this name signifies.
(2) E poi dimostrata essa, più efficacemente si tratterà la presente allegoria. E prima dirò chi questo nome prima diede; poi procederò alla sua significanza. (2) Later, after this has been made explicit, we will be able to treat the present allegory more effectively. I will first say who first gave this name; then I will proceed to its meaning.
(3) Dico adunque che anticamente in Italia, quasi dal principio della constituzione di Roma - che fu se[tte]cento cinquanta anni [innanzi, o] poco dal più al meno, che 'l Salvatore venisse, secondo che scrive Paulo Orosio -, nel tempo quasi che Numma Pompilio, secondo re delli Romani, vivea uno filosofo nobilissimo che si chiamò Pittagora. E che ello fosse in quel tempo, pare che ne tocchi alcuna cosa Tito Livio nella prima parte del suo volume incidentemente. (3) I say then that long ago in Italy, around the beginning of the foundation of Rome, which as Paul Orosius states was more or less 750 years before the coming of our Saviour, about the time of Numa Pompilius, second king of the Romans, there lived a very noble philosopher by the name of Pythagoras. That he lived in this period Titus Livy seems incidentally to indicate in the first part of his book.
(4) E dinanzi da costui erano chiamati [li] seguitatori di scienza non filosofi ma sapienti, sì come furono quelli sette savi antichissimi che la gente ancora nomina per fama: lo primo delli quali ebbe nome Solon, lo secondo Chilon, lo terzo Periandro, lo quarto Cleobulo, lo quinto Li[n]dio, lo sesto Biante e lo settimo Prieneo. (4) Before him those who sought knowledge were not called philosophers but wise men, as were the seven sages of antiquity, whose fame is still renowned, the first of whom was called Solon, the second Chilon, the third Periander, the fourth Cleobulus, the fifth Lindius, the sixth Bias, and the seventh Prieneus.
(5) Questo Pittagora, domandato se elli si riputava sapiente, negò a sé questo vocabulo e disse sé essere non sapiente, ma amatore di sapienza. E quinci nacque poi, ciascuno studioso in sapienza che fosse "amatore di sapienza" chiamato, cioè "filosofo"; ché tanto vale in greco "philos" che a dire "amore" in latino, e quindi dicemo noi "philos" quasi amore, e "sophia" quasi sapienza: onde "philos" e "sophia" tanto vale quanto "amatore di sapienza". Per che vedere si può che questi due vocabuli fanno questo nome di "filosofo", che tanto vale a dire quanto "amatore di sapienza". Per che notar si puote che non d'arroganza ma d'umilitade è vocabulo. (5) When Pythagoras was asked whether he considered himself a wise man, refused to accept the appellation for himself and said that he was not a wise man but a lover of wisdom. So it came to pass after this that everyone dedicated to wisdom was called a "lover of wisdom," that is, a "philosopher," for philos in Greek means the same as "love" in Latin, and so we say philos for lover and sophos for wisdom, from which we can perceive that these two words make up the name of "philosopher," meaning "lover of wisdom," which, we might note, is not a term of arrogance but of humility.
(6) Da questo nasce lo vocabulo del suo propio atto, [cioè] Filosofia, sì come dello amico nasce lo vocabulo del suo propio atto, cioè Amicizia. Onde si può vedere, considerando la significanza del primo e del secondo vocabulo, che Filosofia non è altro che amistanza a sapienza o vero a sapere: onde in alcuno modo si può dicere catuno filosofo, secondo lo naturale amore che in ciascuno genera lo disiderio di sapere. (6) From this word was derived the name of the act proper to it, "philosophy," just as from "friend" was derived the name of the act proper to it, namely "friendship." Thus we may see, considering the meaning of the first and second words, that philosophy is nothing but "friendship for wisdom" or "for knowledge"; consequently in a certain sense everyone can be called a "philosopher," according to the natural love which engenders in everyone the desire to know.
(7) Ma però che l'essenziali passioni sono comuni a tutti, non si ragiona di quelle per vocabulo distinguente alcuno participante quella essenzia: onde non diciamo Gianni amico di Martino, intendendo solamente la naturale amistà significare per la quale tutti a tutti semo amici, ma l'amistà sopra la naturale generata, che è propia e distinta in singulari persone. Così non si dice filosofo alcuno per lo comune amore [al sapere]. (7) But since the essential passions are common to all mankind, we do not speak of them by using a term that distinguishes one person from another on the basis of his participation in that essence. Consequently when we speak of John as a friend of Martin, we do not intend to signify simply the natural friendship by which everyone is a friend to everyone but the friendship which is engendered over and above that which is natural, and which is proper and characteristic of individual persons. Thus no one is called a philosopher by reason of the common love of knowledge.
(8) [N]ella 'ntenzione d'Aristotile nell'ottavo dell'Etica, quelli si dice amico la cui amistà non è celata alla persona amata e a cui la persona amata è anche amica, sì che la benivolenza sia da ogni parte; e questo conviene essere o per utilitade o per diletto o per onestade. E così, acciò che sia filosofo, conviene essere l'amore alla sapienza che fa l'una delle parti benivolente; conviene essere lo studio e la sollicitudine che fa l'altra parte anche benivolente; sì che familiaritade e manifestamento di benivolenza nasce tra loro. Per che sanza amore e sanza studio non si può dire filosofo, ma conviene che l'uno e l'altro sia. (8) According to Aristotle's definition in the eighth book of the Ethics, one is called a friend whose friendship is not hidden from the person loved, and to whom the person loved is also a friend, so that good will is present on both sides; and this must spring from utility, pleasure, or worthiness. And so for someone to be a philosopher there must be a love of wisdom which engenders good will on the one side, and there must be devotion and dedication which engender goodwill on the other side too, so that intimacy and a demonstration of good will can arise between them. This is why anyone lacking love and devotion cannot be called a philosopher, for both must be present.
(9) E sì come l'amistà per diletto fatta, o per utilitade, non è amistà vera ma per accidente, sì come l'Etica ne dimostra, così la filosofia per diletto o per utilitade non è vera filosofia ma per accidente. Onde non si dee dicere vero filosofo alcuno che per alcuno diletto colla sapienza in alcuna sua parte sia amico: sì come sono molti che si dilettano in intendere canzoni ed istudiare in quelle, e che si dilettano studiare in Rettorica o in Musica, e l'altre scienze fuggono e abandonano, che sono tutte membra di sapienza. (9) And just as friendship founded on pleasure or utility is not true friendship but friendship by accident, as the Ethics demonstrates, so philosophy founded on pleasure or utility is not true philosophy but philosophy by accident. We must therefore not give the name of philosopher to anyone who for the sake of pleasure is a friend of wisdom with respect to only one of its parts, as are many who take pleasure in listening to canzoni and in devoting their time to them, and who take pleasure in studying Rhetoric or Music but shun and abandon the other sciences, all of which are branches of wisdom.
(10) Né si dee chiamare vero filosofo colui che è amico di sapienza per utilitade, sì come sono li legisti, medici e quasi tutti religiosi, che non per sapere studiano ma per acquistare moneta o dignitade; e chi desse loro quello che acquistare intendono, non sovrastarebbero allo studio. (10) Nor should we give the name of true philosopher to anyone who is a friend of wisdom for the sake of utility, as are jurists, physicians, and almost all those belonging to religious orders, who study not in order to gain knowledge but to secure financial rewards or high office; and if anyone were to give them what they seek to gain, they would not persevere in their study.
(11) E sì come intra le spezie dell'amistà quella che per utilitade è meno amistà si può dicere, così questi cotali meno participano del nome del filosofo che alcuna altra gente. Per che, sì come l'amistà per onestade fatta è vera e perfetta e perpetua, così la filosofia è vera e perfetta [e perpetua], che è generata per onestade solamente, sanza altro rispetto, e per bontade dell'anima amica, che è per diritto apetito e per diritta ragione. (11) And just as among the kinds of friendship that which exists for the sake of utility can least of all be called friendship, so these I have mentioned share the name of philosopher less than any of the others. Consequently just as friendship founded on worthiness is true, perfect, and lasting, so true and perfect philosophy is that which is engendered by worthiness alone, without ulterior motives, and by the goodness of the friendly soul, which is to say, by right desire and right reason.
(12) Sì ch'omai qui si può dire [che], come la vera amistà delli uomini intra sé [è] che ciascuno ami tutto ciascuno, che 'l vero filosofo ciascuna parte della sapienza ama, e la sapienza ciascuna parte del filosofo, in quanto tutto a sé lo reduce e nullo suo pensiero ad altre cose lascia distendere. Onde essa Sapienza dice nelli Proverbi di Salomone: «Io amo coloro che amano me». (12) So now we can say here that as true friendship among men exists when each person loves the other in full measure, so the true philosopher loves every part of wisdom, and wisdom every part of the philosopher, since she draws him to herself in full measure and does not allow his thoughts to stray to other things. This is why wisdom herself says in the Proverbs of Solomon: "I love those who love me."
(13) E sì come la vera amistade, astratta dell'animo, solo in sé considerata, ha per subietto la conoscenza della operazione buona, e per forma l'appetito di quella; così la filosofia, fuori d'anima, in sé considerata, ha per subietto lo 'ntendere, e per forma uno quasi divino amore allo 'ntelletto. E sì come della vera amistade è cagione efficiente la vertude, così della filosofia è cagione efficiente la veritade. (13) And just as true friendship, conceived abstractly apart from the mind and considered solely in itself, has as its subject the knowledge of virtuous action and as its form the desire for it, so philosophy, apart from the soul, considered in itself, has as its subject understanding, and as its form an almost divine love for what is to be understood. And just as the efficient cause of true love is virtue, so the efficient cause of philosophy is truth;
(14) E sì come fine dell'amistade vera è la buona dile[tta]zione che procede dal convivere secondo l'umanitade propiamente, cioè secondo ragione, sì come pare sentire Aristotile nel nono dell'Etica; così fine della Filosofia è quella eccellentissima dile[tta]zione che non pate alcuna intermissione o vero difetto, cioè vera felicitade che per contemplazione della veritade s'acquista. (14) and just as the end of true friendship is delight in what is good, which proceeds from living together according to what is proper to humanity (that is, according to reason, as Aristotle seems to hold in the ninth book of the Ethics), so the end of philosophy is that most excellent delight which suffers no cessation or imperfection, namely true happiness, which is acquired through the contemplation of truth.
(15) E così si può vedere chi è omai questa mia donna, per tutte le sue cagioni e per la sua ragione, e perché Filosofia si chiama, e chi è vero filosofo e chi è per accidente. (15) So it may now be seen who this lady of mine is, by means of all her causes and her objective reality, and why she is called Philosophy, and who is the true philosopher and who the philosopher by accident.
(16) Ma però che [per] alcuno fervore d'animo talvolta l'uno e l'altro termine delli atti e delle passioni si chiamano e per lo vocabulo dell'atto medesimo e della passione (sì come fa Virgilio nel secondo dello Eneidos, che chiama E[ttore, parlando in persona di E]nea: «O luce», che è atto, «o speranza de' Troiani», che è passione, che non era esso luce né speranza, ma era termine onde venia loro la luce del consiglio, ed era termine in che si posava tutta la speranza della loro salute; e sì come dice Stazio nel quinto del Tebaidos, quando Isifile dice ad Archimoro: «O consolazione delle cose e della patria perduta, o onore del mio servigio»; sì come cotidianamente dicemo, mostrando l'amico, "vedi l'amistade mia", e 'l padre dice al figlio "amor mio"), per lunga consuetudine le scienze nelle quali più ferventemente la Filosofia termina la sua vista, sono chiamate per lo suo nome. (16) But since sometimes when the mind is excited by a certain fervor the subject in which both the actions and passions terminate is called by the name of the action or passion itself--as Vergil does in the second book of the Aeneid when he has Aeneas call Hector "O light" (which is an action) and "the hope of the Trojans" (which is a passion), even though he was neither a light nor a hope but rather the source from which the light of counsel came to them and the object in which they placed all their hope of salvation; and Statius does when he says in the fifth book of the Thebaid, where Hypsipyle speaks to Archemorus: "O comfort of my estate and of my lost fatherland, O honor of my servitude"; and we do ourselves daily when, pointing to a friend, we say: "See my friendship," or when a father calls his son "My love"--by longstanding custom the sciences on which Philosophy most fervently fixes her gaze are called by her name,
(17) Sì come la Scienza Naturale, la Morale, e la Metafisica, la quale, perché più necessariamente in quella [la Filosofia] termina lo suo viso e con più fervore, [Prima] Filosofia è chiamata. Onde [vedere] si può come secondamente le scienze sono Filosofia appellate. (17) as, for example, Natural Science, Ethics, and Metaphysics, the last of which is called the First Philosophy because she fixes her gaze on it out of the greatest necessity and with the greatest fervor. Thus we can see how the sciences are in a secondary sense called Philosophy.
(18) Poi che è veduto come la primaia e vera filosofia è in suo essere - la quale è quella donna di cu' io dico - e come lo suo nobile nome per consuetudine è comunicato alle scienze, procederò oltre colle sue lode. (18) Since we have seen what the primary and true Philosophy is in her very essence--which is the lady of whom I speak--and how her noble name has by custom been extended to encompass the sciences, I will proceed with her praises.